Cavalieri di noi stessi

O cavalier templar che rivesti di stracci la tua armatura

nella notte profonda.

Non vuoi che brilli alla luce delle stelle.

Non vuoi far notar il tuo cuore sfavillante,

alla luce della luna.

O cavalier che desto, rimani in piedi,

alla vista di quel mar movente.

La volte celeste arrossisce all’alba,

alla vista dei tuoi occhi nobili.

Le  rupestri rune accompagnan il tuo cammino.

Le spade dei nemici nulla possono.

Non si scalfisce lo scudo del tuo spirito.

Non si deforma l’elmo ai colpi decisi del tempo.

Assapori la vita alla vista di una candela accesa.

Quella candela è la tua anima che si infiamma.

Odi i passi dei tuoi antenati ed il nostalgico desio ti coglie.

Cavalier tu sei me, tu sei noi.

Ognuno è cavalier, in fondo ad ogni cor,

ma solo se sa quel che vuol.

Udito – Musica consigliata:  Chant of the Templars – Da Pacem Domine

Gusto: birra

 Olfatto: candela accesa

Tatto:metallo

 

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